Opere di Postcards from Beirut / Gea Brown, Michelangelo Consani, Leone Contini, Fausto Falchi, Iacopo Seri. A cura diVincenzo Estremo e Cristiano Magi
La dismissione delle attività produttive riduce i valori economici e sociali di un territorio, drenando energie e vanificando le risorse presenti.
L’odore del legno bruciato è un evento che occupa temporaneamente uno spazio e – attraverso la riflessione di alcuni artisti – invita a ripensare il futuro, partendo proprio dall’oggetto di quelle dimissioni. Gli spazi lasciati vuoti rivivono grazie a una riconversione temporanea. Entrare fisicamente all’interno di uno spazio significa prendere coscienza di uno stato di abbandono, misurarlo con i propri passi, farne risuonare le pareti. Una fisicità che amplifica l’attenzione sulla condizione attuale, senza far sì che questa scompaia all’interno dell’universo retorico sulla crisi.
L’arte collima con la politica, si rivolge ai problemi della cittadinanza, contribuisce a rafforzare l’infrastruttura intellettuale, pur rimanendo legata a linguaggi universali. Un evento temporaneo, un’affresco vivido di un paesaggio in continuo smottamento e l’individuazione di una necessita: costruire un’alternativa concreta.






