Proposta per la creazione del Parco Neo-Rurale Stibbert, Rotte Metropolitane, Firenze 2009 

La proposta per la creazione del Parco Neo-Rurale Stibbert consiste nella conferenza in un info point allestito di fronte al tempietto neo-egizio; al termine della lecture il pubblico e’ invitato a prendere dei poster che rappresentano scorci del parco riconvertito ad uso agricolo: si tratta di fotomontaggi in cui ortaggi coltivati negli orti sociali dell’Argingrosso, all’Isolotto, sono stati collocati all’interno del parco Stibbert. Oltre ai poster al pubblico e’ stato dato un breve testo sullo spaesamento a Firenze, tra la fine del XIX secolo ed oggi, e sul rapporto della città con l’alterità.

concept: 

La nostra fobica società sogna un livello minimo garantito di esistenza che tende verso il grado zero della sopravvivenza biologica: è un’utopia privata contenuta dentro unaWeltanschauung piccolissima, che coincide con il corpo. In questa prospettiva il controllo sulla propria alimentazione è un fattore cruciale: le paure non riguardano la scarsità del cibo ma le sue possibili contaminazioni e le manipolazioni che potrebbe aver subito.La città della crisi e dell’abbrutimento alimentare è un incubo distopico interrotto dall’irruzione degli orti della periferia: gli orti dell’Argingrosso, radicati sull’orlo esterno della città, sono da decenni il laboratorio in cui avvengono sperimentazioni colturali ed identitarie, dove gli ortaggi del meridione si mischiano con quelli autoctoni e la cocuzza siciliana coabita con il cavolo nero. Ma oltre a realizzare una fusione etnico-regionale gli orti sono la rivendicazione di una nuova identità urbano-rurale, oggi particolarmente significativa poiché alternativa rispetto ai modelli di consumo passivi e alle nuove povertà che da essi discendono.

The creation of the Neo-Rural Stibbert Park: a proposal. Florence 2009

I invited the public to pick up posters with pictures of several corners of the Park transformed for agricultural purposes. The posters are photomontages  where the
vegetables grown up in the social gardens of “Isolotto”, neighbourhood in the florentine suburbs, are put into the frame of the Stibbert Park.

concept:

Our phobic society’s dream is a minimum existence’s guarantee, yet that means reaching the zero degree of the byological subsistence. It is a private utopia inside a minimal Weltanschauungwhich coincides with the body. In this view the feeding control becomes crucial: we don’t fear the lack of food, but food’s probable contaminations and manipulations. The crisis’ and food’s barbarity town  is a distopic nightmare interrupted by the suburbs’ gardens: the Argingrosso’s gardens, on the extreme periphery of the town, were for decades the lab where cultural and identitarian experiments took place. Where the vegetables from Southern Italy mixed up with the Tuscan vegetables, were the Sicilian squash cohabits with the ultra Tuscan black cabbage. Yet gardens not only mix different ethnic and regional groups, they also claim a new urban-rural identity. This is particularly meaningful today, since this new identity crash into the passive consumptions, and with the new poverty which is just the result of passive consumptions.

 

Info-point: img_6056-01

 

Conferenza-performance (foto di Manuela Spartà): img_6067-01

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Poster in regalo per il pubblico – Posters for the public to pick up:leone-contini-11 leone-contini2 leone-contini3

 

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